Stiamo vivendo un'epoca profondamente segnata da un'atmosfera di tristezza e dalla sensazione di non essere riconosciuti da nessuno. Alle radiazioni di questa malinconia si alimentano le "passioni pericolose", come le chiama il filosofo Guillaume Le Blanc – pigrizia, codardia, menzogna, invidia, gelosia, paura, odio, risentimento – sentimenti negativi replicati compulsivamente in risposta all'insoddisfazione per una vita che non desideriamo e con la quale non riusciamo a fare pace. Queste tonalità emotive non vanno attribuite alla sola responsabilità del singolo, ma sono anche l'esito degli insostenibili paradigmi dell'odierna società neo-liberista, che si insinuano nei desideri individuali rimodellandoli in profondità. Come uscire dall'irretimento nelle passioni tossiche che ci consumano, rendendoci degli eterni scontenti? Non bastano i tradizionali rimedi della psicologia o dell'etica, prospettive attente all'individuo ma non ai meccanismi sociali che generano e incoraggiano queste modalità nocive del nostro sentire. Il piccolo trattato di Le Blanc sulle forme contemporanee dei 'vizi' ci aiuta a nominarli e comprenderli attraverso un'originale e lucida analisi della loro dimensione sociale e politica. È il primo indispensabile passo per intraprendere un percorso che dia spazio al desiderio di vivere in altro modo, riconciliati con noi stessi e con gli altri.